Un nuovo progetto dedicato a docenti, formatori e scuole per comprendere, utilizzare e governare l’Intelligenza Artificiale nella didattica.
Ci siamo.
AI IN CATTEDRA – LA GUIDA PRATICA 2026 entra ufficialmente nel percorso di pubblicazione.
È un progetto a cui ho dedicato gran parte degli ultimi mesi, ma che in realtà nasce da molto più lontano: dagli anni trascorsi tra sviluppo software, formazione, scuola, tecnologie digitali e sperimentazione con l’Intelligenza Artificiale.
Negli ultimi anni ho incontrato centinaia di docenti, formatori e professionisti alle prese con la stessa domanda:
come possiamo utilizzare davvero l’AI nella scuola senza ridurre tutto a una raccolta di prompt o alla ricerca dell’ultimo strumento disponibile?
È da questa domanda che nasce il libro.
Non un libro su ChatGPT
Quando ho iniziato a progettare AI IN CATTEDRA, una cosa mi era molto chiara: non volevo realizzare l’ennesimo manuale composto da decine o centinaia di prompt da copiare e incollare.
Questi strumenti possono essere certamente utili, ma il cambiamento che stiamo vivendo è molto più profondo.
Un prompt è soltanto una singola istruzione.
Un assistente AI può invece essere configurato per lavorare secondo regole, contesto e obiettivi precisi. Un agente può utilizzare strumenti, eseguire più passaggi e perseguire un obiettivo entro limiti stabiliti dal docente.
Per questo il percorso proposto nel libro accompagna gradualmente il lettore:
dal prompt all’assistente, dall’assistente all’agente e dall’utilizzo occasionale alla progettazione consapevole.
Il docente deve rimanere al centro
La tesi che attraversa tutto il volume è semplice:
l’Intelligenza Artificiale non dovrebbe sostituire il docente.
Può però aiutarlo a progettare, personalizzare, organizzare e gestire meglio una parte del proprio lavoro, lasciando più spazio alla relazione educativa, alla valutazione, all’ascolto e alla responsabilità pedagogica.
Per questo nel libro non si parla soltanto di tecnologia.
Si parla anche di:
- AI Literacy e pensiero critico;
- inclusione e personalizzazione;
- valutazione nell’epoca dell’AI;
- privacy, etica e AI Act;
- governance e policy d’istituto;
- workflow e automazioni supervisionate;
- utilizzo dell’AI nell’orientamento e nella Formazione Scuola-Lavoro;
- strumenti e piattaforme AI dedicate alla scuola;
- progettazione concreta di assistenti e agenti.
Il Metodo A.G.E.N.T.E.
Uno degli elementi centrali del libro è il Metodo A.G.E.N.T.E., il framework che ho sviluppato per progettare assistenti e agenti AI in maniera strutturata.
L’acronimo identifica sei passaggi:
A – Ambito
definire il contesto in cui l’agente deve operare.
G – Goal
stabilire un obiettivo chiaro e misurabile.
E – Evidenze
individuare documenti, dati e fonti su cui il sistema deve basarsi.
N – Norme
definire limiti, guardrail e comportamenti non negoziabili.
T – Test
verificare il funzionamento e la qualità degli output.
E – Evoluzione
migliorare progressivamente il sistema attraverso supervisione e checkpoint umani.
L’obiettivo è spostare il focus da:
“Quale prompt devo scrivere?”
a:
“Come devo progettare il sistema perché possa aiutarmi in maniera affidabile, controllabile e coerente con i miei obiettivi?”
Una guida pensata per essere utilizzata
Ho voluto costruire il libro come una guida modulare.
Chi vuole iniziare immediatamente con qualcosa di operativo può seguire un percorso diverso rispetto a chi vuole approfondire l’uso dell’AI con gli studenti o rispetto a un dirigente o animatore digitale che deve introdurre l’AI a livello di istituto.
Accanto alla parte teorica sono presenti quindi laboratori, esempi, prompt, casi d’uso, modelli e progetti guidati.
Tra questi, un’intera appendice è dedicata alla costruzione di agenti attraverso il Metodo A.G.E.N.T.E., con applicazioni che spaziano dalla generazione di UDA al supporto per BES e DSA, dal feedback formativo alla gamification fino ad attività di orientamento e FSL.
Perché pubblicarlo adesso
L’AI sta entrando molto rapidamente nella vita degli studenti, degli insegnanti e delle organizzazioni.
Ma la velocità con cui cresce l’utilizzo degli strumenti non sempre coincide con la crescita delle competenze necessarie per comprenderli e governarli.
Ed è proprio questo il punto.
La domanda non è più soltanto:
“L’AI entrerà nella scuola?”
In molti casi è già entrata.
La domanda che dobbiamo iniziare a porci è:
come vogliamo utilizzarla?
Con quali obiettivi?
Con quali limiti?
Con quali responsabilità?
E soprattutto:
quale ruolo vogliamo continuare ad affidare alle persone?
È su questo terreno che credo si giocherà una parte importante dell’evoluzione della scuola nei prossimi anni.
Questo è solo l’inizio
La pubblicazione del libro, per me, non rappresenta la fine del progetto.
È piuttosto l’inizio di una conversazione.
Nei prossimi mesi utilizzerò anche questo spazio per approfondire alcuni dei temi affrontati nel volume, condividere esperimenti, nuovi strumenti, aggiornamenti normativi e riflessioni sull’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale nella scuola.
Perché strumenti e piattaforme cambieranno continuamente.
La capacità di comprenderli, valutarli e governarli dovrà invece diventare una competenza stabile.
AI IN CATTEDRA – LA GUIDA PRATICA 2026 sta arrivando.
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